Coronavirus e la teoria del “cigno nero”

Cosa c’entra coronavirus con i cigni e, per di più, neri?

Rara avis in terris, nigroque simillima cygno (Uccello raro sulla terra, quasi come un cigno nero)

È Giovenale, il poeta vissuto tra il 55 ca e il 127 d.C., a coniare questa frase che è entrata nell’uso comune per identificare quegli eventi ritenuti impossibili e che poi si dimostrano, al contrario, possibilissimi.

Si basa infatti sulla presunzione che “tutti i cigni sono bianchi”, affermazione sconfessata dalla scoperta del cigno nero australiano Cygnus atratus avvenuta molto tempo dopo (1790) da parte degli esploratori europei (ma Giovenale non lo ha mai saputo).

Così quando uno di questi “eventi cigno nero” si manifesta tutti si trovano del tutto impreparati, proprio perché ritenuto altamente improbabile, come descrive il filosofo Nassim Nicholas Taleb nel suo famoso saggio “Il cigno nero – come l’improbabile governa la nostra vita” pubblicato nel 2007.

È innegabile che tutti noi, in tutto il mondo, stiamo sperimentando di persona un “cigno nero” epocale e con un grande impatto sulle nostre abitudini di vita ma anche sul nostro modo di pensare e percepire la realtà.

Salvo le persone che, purtroppo, dalla diffusione del coronavirus hanno subito le conseguenze peggiori e sono decedute, come per ogni esperienza il modo in cui ci poniamo determina la possibilità che – anche da questa difficile situazione – si possano trarre degli spunti e degli stimoli per costruire soluzioni innovative ed efficaci per fronteggiare la circostanza.

Dannoso alimentare la paura o addirittura il panico. Inutile arrabbiarsi contro il destino, le persone che per prime hanno evidenziato il contagio, i governi inefficienti, il lavoro che salta – soprattutto se non sei un lavoratore dipendente – mentre le bollette, le cartelle dei mutui e le multe per sosta vietata lavaggio strade (esperienza personale) continuano a pretendere la tua attenzione.

Ciò che possiamo e dobbiamo fare è prendere atto con realismo che sono necessarie misure per evitare di contrarre il coronavirus. Misure che ognuno deve avvertire come una responsabilità verso di sé e verso la collettività, senza che siano necessarie le minacce rappresentate dalle sanzioni: meno ci muoviamo, meglio è.

L’altro aspetto riguarda l’affrontare le settimane (speriamo solo settimane) che si prospettano per molti vuote dei consueti impegni che, anche se qualche volta ce ne lamentiamo, scandiscono le nostre vite.

Il lavoro, la cura dei figli e della casa, gli amici, gli interessi e gli appuntamenti di ogni genere che riempiono le nostre ore, spesso alimentando lo stress negativo, d’un tratto sono “saltati” generando uno scenario inedito e completamente impensabile. Un cigno nero, appunto.

Come reagire senza soccombere alla depressione e, anzi, aiutando il nostro sistema immunitario a rafforzarsi?

Come sapete alleno la risata incondizionata da 10 anni – e questo vi assicuro che favorisce non poco un atteggiamento positivo verso le avversità – mentre medito con discontinuità.

Perciò ho deciso di meditare ogni giorno con costanza sfruttando la forzata inattività esterna dovuta al rinvio degli impegni di lavoro. Ho iniziato con 15 minuti per i primi tre giorni e poi ho avvertito il desiderio e il piacere di prolungare la mia pratica ai 30 minuti attuali. Si, ci sono riuscita e posso confermare quello che dicono gli esperti: 21 giorni di una nuova abitudine ti permettono di interiorizzarla e consolidarla.

Dal punto di vista professionale ho deciso l’unica cosa sulla quale avevo qualche margine di manovra. Siccome il corso “Esci dal guscio: le 7 abilità assertive per relazioni di successo” è già slittato due volte, ho proposto agli iscritti – sempre se ancora interessati – di incominciare un “riscaldamento pre-corso“.

Nelle prossime settimane, il sabato, riceveranno del materiale che allestirò per loro (letture, questionari, esercitazioni) che potranno utilizzare per avvicinare la tematica. Inoltre mi troveranno a disposizione via Skype o WhatsApp per chiarimenti e approfondimenti.

Tutto sommato un disagio potrebbe trasformarsi in una opportunità magari anche da riproporre come standard in futuro!

Ma, riflettendo, mi sono venuti in mente alcuni suggerimenti che condivido volentieri.

Naturalmente, tutto inizia indossando ogni giorno un sorriso o, meglio ancora, continuando ad allenare la capacità di ridere e sdrammatizzare ogni volta che è possibile. E poi?

Attività sempre rinviate

Fare mente locale a tutte le attività che fino a ieri hai rinviato, scrivere una lista, scegliere quella che procurerà maggiori soddisfazioni e incominciare a farla.

Qualche esempio? Riordinare le migliaia di fotografie salvate nel telefono, nel pc oppure stampate in formato tradizionale e accumulate da decenni.

Svuotare completamente l’armadio o il ripostiglio o la cantina o il box e procedere ad un radicale smaltimento di tutto ciò che è possibile eliminare.

Vale tutto: dallo scrivere le tue memorie al rinnovare uno spazio trascurato.

Introdurre nuove e salutari abitudini

La principale difficoltà dell’acquisire una nuova consuetudine è scalzare le precedenti che, come sirene ammalianti, esercitano il loro fascino anche quando non sono soddisfacenti. Ora il cigno nero che stiamo vivendo le abitudini le ha sradicate nonostante noi, perciò il primo passo è fatto.

Il secondo riguarda la volontà di iniziare qualcosa di nuovo e farlo con costanza ogni giorno. Tra l’altro, visto che ad oggi si parla di disposizioni in vigore fino al 3 aprile 2020, davanti a noi abbiamo i canonici 21 giorni che ho citato prima a proposito della mia pratica di meditazione.

Quale migliore condizione? Possiamo iniziare a fare esercizi di respirazione o meditazione appunto, passeggiate o altre attività all’aperto che rispettano le distanze anti contagio, scrivere un diario o delle lettere …

Interessarsi ad argomenti nuovi

Si può seguire un corso online, leggere per svago o per studiare qualcosa che ci incuriosisce da sempre, fare ricerche nel web, guardare documentari e film, iscriversi a gruppi nei social network che sviluppano determinati temi.

Comunicare senza il criterio dell’utilità

Usando il telefono, Skype e WhatsApp conversare con familiari ed amici non solo per motivi funzionali ma per il piacere di una chiacchierata che non ha uno scopo (alcuni amici la chiamano “tele-donata”).

Reinventare il tempo trascorso con i propri cari – nipoti, figli e partner – con attività da fare insieme

Dai giochi di carte o da tavolo al cucinare dolci e pizze, dal costruire un’astronave a partire da un enorme cartone (sottratto al centro commerciale prima che venisse chiuso) all’inventare nuove storie usando i dadi o le carte con i disegni, dall’allestire in salotto una tenda da campeggio per giocare agli indiani al dedicare una parete bianca alla nostra sfrenata voglia di disegno libero.

Serve solo una riattivazione dell’area creativa sepolta sotto strati di routine ma, se siete in difficoltà, vi aiuteranno i vostri figli!

 

Insomma amiche e amici, il cigno nero rappresentato dal microscopico cattivissimo corona virus saltellante ce lo siamo “beccato”, proviamo a sfruttare a nostro vantaggio questa eccezionale condizione e probabilmente ci porteremo a casa anche qualche beneficio.