Decluttering, ovvero “pulizie di primavera” dentro e fuori di noi

A Settembre il tema del decluttering mi sembra molto appropriato. Rientriamo dalle vacanze e abbiamo voglia di rinnovamento e pulizia (o no?).

Cosa significa? Decluttering è un termine che, come altre parole inglesi, una volta tradotto in italiano richiede l’uso di più voci: liberarsi dal superfluo in casa, al lavoro e in testa e fare ordine.

In altre parole: “pulizie di primavera a 360°”. Ovvero quell’attività che, in realtà ci vede impegnate anche in stagioni diverse dalla primavera, a ribaltare la casa o anche l’ufficio per buttare, archiviare, regalare, trasformare, pulire e riordinare tutto ciò su cui posiamo lo sguardo.

Infatti la maggior parte delle persone non coltiva l’arte dell’essenzialità e tende all’accumulo, a volte compulsivo, di capi di abbigliamento, utensili per la cucina, detersivi, tovaglie, cosmetici, biglietti di auguri e cartoline e potrei continuare l’elenco ma lascio che ogni lettore personalizzi la sua lista ideale.

Finché un giorno, senza un apparente motivo scatenante, questa massa di suppellettili (e non) sembra prendere il sopravvento e da aspetto squisitamente fisico incomincia a condizionare il nostro equilibrio psicologico.

Sarà perché impieghiamo ore a ritrovare un documento, o perché ormai le scarpe non stanno più nel loro apposito armadietto ma occhieggiano in luoghi inadatti, o le decine di formati di pasta (integrale-farro-all’uovo-biologica…) ormai scaduta iniziano a generare quelle odiose moschine che non riusciamo più a scacciare…

Non importa perché, ciò che conta è che siamo moralmente pronte a condurre la campagna di “decluttering” (suona meglio che “pulire-buttare-riordinare”, vero?).

Bene, questo ci garantirà la sopravvivenza – e lo shopping senza sensi di colpa – almeno per qualche mese ma, soprattutto, ci farà sperimentare una sensazione di leggerezza interiore.

Senza dimenticare il senso di intimo compiacimento per la determinazione che ci ha permesso di selezionare i libri che desideriamo conservare e di regalare alla casa di riposo locale quelli che non rileggeremo mai.

Mi sembra di sentire l’espiro profondo di soddisfazione nel guardarvi intorno appena terminato e poi la sorpresa di scoprire a distanza di settimane che mai, nemmeno una volta, avete sentito il bisogno di quella “cosa” che avete eliminato.

Ma, una volta apprezzato il decluttering degli spazi in cui viviamo o lavoriamo, la scoperta più interessante è rivolgere l’attenzione a noi stessi per chiederci “cosa posso eliminare che avverto come negativo per fare posto alla serenità e alla felicità?”

Pensieri negativi ricorrenti, rimuginio su situazioni ormai lontane nel tempo, sensi di colpa per eventi che ormai non possiamo più cambiare, senso di inadeguatezza o di impotenza, tutto questo inquina la nostra mente e il nostro spirito facendoci rivivere emozioni che spengono le nostre energie e condizionano il nostro agire presente.

Come fare “decluttering mentale” e regalarci la prospettiva di un nuovo modo di essere?

Personalmente cerco sempre di scegliere soluzioni semplici da mettere in pratica. Per me funzionano e le condivido volentieri con voi in ordine sparso.

Pratiche di benessere: anche solo 30 minuti ma tutti i giorni!

Trova qualche attività che ti attira e mettila in pratica quotidianamente. Per me sono la recitazione-canto di Mantra – Gayatri Mantra e RaMaDaSa in particolare – e i Mandala. Mi aiutano a sgombrare la mente e focalizzarmi sulla consapevolezza del momento presente attraverso la ripetizione dei versi o l’attenta applicazione dei colori e la loro armonizzazione.

Poi ci sono la Meditazione con la consapevolezza portata al flusso di Respirazione e la Risata Incondizionata da praticare da soli o frequentando il più vicino Club di Yoga della Risata (www.yogadellarisataclub.it).

Ma la scelta può anche cadere su una camminata nel verde, la scrittura del tuo diario o l’annotazione delle tue riflessioni, una chiacchierata in totale relax con una cara amica e, anche, un massaggio o un trattamento estetico che ti faccia sentire bene.

Ciò che importa è che ricarichi le tue energie positive allontanando le inclinazioni negative.

Imparare qualcosa di nuovo

Tendiamo, crescendo, a impigrire la nostra mente e maturare l’idea che certe cose siano fuori dalla nostra portata perché non le abbiamo studiate da giovani.

In realtà la nostra capacità di apprendimento si rivela intatta se la alleniamo, si atrofizza se non la mettiamo più alla prova.

Fortunatamente, anche grazie al Web, siamo immersi in un ricchissimo menu di opportunità e di offerte e, a differenza che per le generazioni passate, possiamo iniziare a studiare qualunque argomento in qualunque momento della nostra vita.

Hai sempre desiderato capirne di più di arte? Sei attratta dall’uso del computer ma terrorizzata all’idea di premere un tasto sbagliato? Vorresti imparare uno sport che non hai mai praticato?

Oggi tutto è possibile, se hai la volontà e la determinazione necessari nulla ti potrà ostacolare. Forse non vincerai un Oscar ma la gioia di calcare un palcoscenico con una compagnia amatoriale è a portata di “click”.

Socializzare

Apprezzo i “social network” per le possibilità che offrono di allacciare contatti ovunque con persone affini negli interessi, di mantenere i contatti con amici e parenti e avere loro notizie nonostante le distanze fisiche, di venire a conoscenza di argomenti e progetti interessanti che i mezzi di comunicazione tradizionali non potranno mai seguire capillarmente.

Però ritengo che debbano essere usati come strumento funzionale alle nostre esigenze e non diventare un mostro che ti condiziona l’umore perché non hai ricevuto abbastanza “mi piace” o una alternativa ai rapporti di persona.

So che una volta aperto il proprio profilo Facebook, ad esempio, tutti sperimentano la voglia di stabilire contatti, ritrovare vecchi compagni di scuola e curiosare nelle vite degli amici.

Anche qui, passato il periodo di esuberanza, è molto utile applicare il decluttering. Hai accettato contatti da persone che non hai mai conosciuto? Ci sono dei profili di persone che non hanno pubblicato la loro fotografia o usano dei nomi di fantasia anziché il loro nome e cognome? Qualcuno ha postato dei commenti inopportuni nel tuo account oppure nel suo su argomenti ai quali tieni e che non condividi?

Ci vuole un po’ di attenzione e supervisione, non accettare le richieste di chiunque e usa le opzioni per la privacy che impediscano a chiunque di entrare nel tuo account.

In fondo è come se tenessi aperta la tua porta di casa confidando che non succeda niente di sgradevole. Fare pulizia è possibile. Gli interessati non se ne accorgono e avrai alleggerito e selezionato le tue relazioni.

Adesso è il momento di verificare lo stato dei tuoi rapporti “di persona”. Scorri la tua rubrica telefonica e periodicamente ricontatta qualcuno senza uno scopo utilitaristico ma “solo” per sapere come se la passa. Sorprenderai piacevolmente i tuoi amici e magari riuscirai a riprendere rapporti un po’ allentati.

Vai a teatro, al cinema, a ballare, segui corsi di giardinaggio o di tarocchi, potrai incontrare persone affini a te e ampliare la cerchia delle tue conoscenze.

Allontana le persone negative, quelle che tendono a gettare sulle tue spalle i loro innumerevoli problemi o ad esprimere sempre giudizi critici sulle situazioni o a vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto.

Rischiano di farti precipitare nella loro visione del mondo e di contagiarti con il loro pessimismo, quindi dirada i contatti – anche se sono dei familiari – e quando sei proprio costretta ad incontrarli non dargli corda e indossa un sorriso mantenendo una posizione neutrale.

Ascoltare il proprio corpo

Corpo e mente sono strettamente connessi. Ascoltare i segnali che le emozioni trasmettono al nostro stato fisico è importante per gestire bene le situazioni.

Non si tratta di “magia” ma di istinto profondo guidato da una “mandorla” di nome Amigdala che si trova nel nostro cervello fin dalla preistoria umana e che ci permette di riconoscere pericoli e opportunità attraverso il corpo e prima ancora che la mente abbia razionalizzato il contesto.

Senti la gola che si stringe? Ti sta segnalando un potenziale rischio, allontanati mentalmente o fisicamente.
Senti il petto che si allarga e il respiro regolare? Sei in una zona confortevole e con persone piacevoli, resta e coltiva quei rapporti.

Lasciar andare, perdonarci

Quanto tempo passiamo ad angustiarci per ciò che è accaduto nel passato con il risultato di continuare a sentirci in colpa per quello che abbiamo o non abbiamo fatto?

Non è utile, inquina la mente e lo spirito e fa anche perdere tempo.

Questo è il primo decluttering da fare: imparare a perdonare noi stessi. Le cose sono andate in un certo modo e non possiamo ripararle, dobbiamo lasciarle andare.

Fanno parte delle esperienze che la vita ci ha proposto e ci serviranno per il presente, per evitare gli stessi errori ma quella persona non siamo più noi.

Guardiamo un’ultima volta a quelle situazioni come se fossero un quadro animato e poi prendiamo le distanze e incamminiamoci verso il futuro.

Non è semplice ma aver cura di sé è la cosa più importante

Ho terminato le mie considerazioni sul tema delle “pulizie di primavera” (o decluttering) fisiche e spirituali.

In sintesi “conservate solo ciò che vi rende felici, ciò che suscita una emozione gradevole, siano oggetti, pensieri, ricordi o persone” il resto è un fagocitatore di spazio e di energie.

Sono consapevole che si tratti di un percorso da imparare e quando mi occupo di coaching del BenEssere per aiutare le persone in questo processo, le rassicuro che l’importante è iniziare e poi i benefici sono talmente evidenti che la motivazione a proseguire in questa nuova prospettiva di vita rende tutto più agevole e irrinunciabile!

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