La bellezza è nell’imperfezione

Dove si trova la bellezza?

Lo scorso fine settimana sono tornata al centro buddista Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, dopo 10 anni durante i quali il solo ricordo rinnovava la serenità e la pace respirati in questo luogo di accoglienza spirituale.

Per tre giorni abbiamo meditato sulla “piena consapevolezza” con un conduttore, Nanni Deambrogio, che nonostante la profonda esperienza incarna la sintesi del “non-guru”, della semplicità e dell’accettazione si è stessi e degli altri.

In una delle meditazioni di consapevolezza durante le quali eravamo liberi di camminare nella natura o di scrivere o compiere altre azioni quotidiane, purché allenando la piena presenza, ho notato per la prima volta la particolarità di un albero di susine.

Mi piace molto curare l’orto, i fiori e in generale questa attività mi fa sentire bene e appaga anche la mia parte creativa nel realizzare composizioni armoniche nelle forme e nei colori.

L’albero che finalmente ho “visto” ha una particolarità. Infatti si tratta di due alberi che condividono lo stesso ceppo.

Il primo – presumibilmente il “genitore” ha un tronco bello dritto e una forma ordinata.

Il secondo, al contrario, si sviluppa dalla base dell’altro e – tutto contorto e nodoso – è cresciuto strisciando in parte sul terreno per poi iniziare una risalita verso il cielo e la luce moltiplicando rami e rametti in un’ampia chioma rigogliosa.

Osservando i “due alberi in uno” ho avuto una visione chiarissima di me e di cosa avrei fatto se, molti anni fa, avessi notato quel getto di ramo capriccioso che fuoriusciva dal tronco principale… sono certa che, armata di forbici, avrei subito potato il rametto ribelle che guastava la perfezione del susino.

Che errore avrei commesso!

Che presunzione voler costringere la natura in un disegno che non ha scelto e quanta bellezza, al contrario, in questo ramo capriccioso diventato più grande del suo “genitore” e molto più generoso di frutti.

Come è importante saper cogliere la bellezza nell’imperfezione e nella natura effimera delle cose. La perfezione non è bellezza e niente è destinato a durare per sempre, che si tratti di una gioia o di un dolore.

Mi ci sono voluti anni per incominciare a cogliere il significato di impermanenza e quanta strada ho ancora da fare per smettere di resistere all’inevitabile evolversi delle cose, in natura e negli esseri umani, e fluire con serenità e naturalezza.

D’ora in avanti ci sarà un albero di susine imperfetto a ricordarmelo…

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